LA MALATTIA: UNA QUESTIONE DI FORMA
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LA MALATTIA: UNA QUESTIONE DI FORMA

LA MALATTIA: UNA QUESTIONE DI FORMA

Primo principio della termodinamica: « L’energia interna di un sistema termodinamico isolato non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un’altra. ».

Asma bronchiale, ipertensione arteriosa, diabete mellito sono malattie ? Probabilmente non come siamo abituati ad intenderle. Sicuramente sono etichette per ricordare al Medico quale capitolo del libro di testo studiare per applicare la cura specifica del caso. Sui sacri testi non vi è traccia del malato, ma generalmente un lungo elenco di parametri e numeri da rispettare rigorosamente affinché i sintomi della malattia svaniscano il prima possibile. Cure chimiche sostanzialmente simili per tutti, anche perchè i parametri sono pressoché gli stessi per la popolazione: insomma un’unica forma di malattia. Alla faccia dell’individualizzazione.

Abbiamo 4 basi del DNA: adenina, timina, citosina e guanina, che combinandosi meravigliosamente tra loro in infiniti modi ci permettono di ottenere altrettante infinite forme, per di più uniche nel loro genere. Di conseguenze avremo altrettante infinite forme di malattia. Ciascuno di noi ha la sua forma, la sua immagine, che ama conservare, abbellire a seconda del gusto, che lo contraddistingue. Vale lo stesso per la malattia: anch’essa ha un’anima, un’energia, una forma, che vuole mantenere il più possibile. Esattamente come noi siamo radicati nella nostra forma e affrontiamo con difficoltà il cambiamento, così lo è per la malattia, tant’è che non si leva mai di torno. Difatti i medici tradizionali sono consoni dirci che si possono curare i sintomi, ma non la malattia, la cui causa è sempre misconosciuta. Sarà così fino a quanto non comprenderemo che la malattia non è un’etichetta, ma è una forma energetica incastrata talmente bene nella nostra forma primaria di salute, che le due componenti non possono essere scisse. Quindi salute e malattia sono perfettamente incollate tra loro, tanto da divenire la stessa sostanza. Deve essere così, altrimenti, il paziente riconoscerebbe facilmente la causa di malattia e potrebbe eliminarla da sè. Invece la malattia mimetizzandosi nelle sembianze più intime dell’individuo, induce il paziente ad assumere un comportamento quotidiano errato, non rilevato dal sè, che nutre e mantiene la malattia in essere. Questo lavoro la malattia riesce a farlo molto bene, tanto che riesca ad essere definita malattia cronica, ossia non guaribile, come ad esempio per l’asma bronchiale, l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito… ect. Le terapia tradizionali mascherano ulteriormente la forma della malattia, la rendono più radicata in noi. Eliminando velocemente il dolore, la febbre, l’insonnia, o l’ansia mettono a tacere tutto ciò che la nostra intimità sta cercando di comunicare al malato: l’organismo vorrebbe mettere a nudo la forma reale della malattia, staccandola dalla forma di salute, ma noi, somministrando magnifiche molecole, blocchiamo in un batter di ciglia la sua voce e persevereremo in quel comportamento anomalo, che tanto piace alla malattia.

L’unico modo per ottenere una guarigione reale e duratura e quello di far sì che la malattia mostri la sua reale forma, anche se esteticamente brutta, così che l’organismo riconoscendola la possa debellarla in maniera definitiva, anche grazie all’aiuto di rimedi omeopatici unitari ad alta potenza, scelti da un medico esperto in omeopatia unicista. Fino a quando però il corpo, nell’anima e nel fisico, non si accorge e non identifica la forma di malattia di cui è posseduto saranno vani i tentativi di benessere. Non dobbiamo avere timore di far emergere sintomi clinici acuti, almeno per brevi periodi, nella cui analisi attenta si potrà evincere in maniere inequivocabile la soluzione per convertire la malattia in salute. Dopotutto nulla si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma, pertanto semplicemente lasciando fluire all’esterno la nostra sofferenza interiore in quei momenti di malattia acuta daremo la possibilità al nostro corpo di debellare l’energia malata sostituendola con una stessa forma di energia di salute. Come ci renderemo conto del cambiamento: l’atteggiamento comportamentale anomalo detto in precedenza cambierà in un atteggiamento comportamentale in linea con il sentire interiore. Vi assicuro che chi starà accanto a quell’individuo ora sano si accorgerà della differenza.