L’OBESITA’: UN PROBLEMA DI DIETA !
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L’OBESITA’: UN PROBLEMA DI DIETA !

L’OBESITA’: UN PROBLEMA DI DIETA !

“Arriverà il giorno in cui mi metterò a dieta!” … A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, l’esperienza di dover scegliere alimenti o quantità di alimenti consigliati per il benessere della salute. Molte volte purtroppo essi non corrispondono al nostro “istinto” e “desiderio” di cibo. Se poi rientro nella costituzione “Brevilineo Astenico” secondo il Dott. Pende o “Endoblasta” secondo il Dott. Martiny avrò sicuramente fatto più di un tentativo in tal senso, peccato che a ogni nuova dieta i “Kg di troppo” aumentino invece che diminuire. Le regole del corpo umano in ambito “obesiologico” sono ben precise, ad ogni Kg di peso corporeo perso, corrisponde un recupero doppio di Kg di peso corporeo. Se aggiungiamo che alla dieta successiva i Kg persi sono meno della precedente si evince come si entri in un terribile circolo vizioso che nel giro di un decennio ti porti a pesare molti Kg in più.

La spiegazione è semplice e logica, ma agli addetti ai lavori sfugge, visto il ripetersi dell’errore.

Ad ogni struttura biologica, intesa nella sua disposizione spaziale (struttura quaternaria), corrisponde una determinata funzione: il tessuto adiposo, occupando un discreto volume nel corpo umano, ha quindi una funzione fondamentale per il corpo umano. L’adipe non è solo un rude  magazzino di energia, ma un vero proprio organo capace di produrre  ormoni – adipochine – , che regolano la riserva energetica, modulano gli istinti oressizzanti del sistema nervoso centrale e influenzano positivamente o negativamente l’infiammazione del sistema cardiovascolare.

Il limite della dieta dimagrante è quello di concentrarsi sulla prima funziona, quella di riserva energetica, senza tenere conto dell’elevato controllo cerebrale del tessuto adiposo. Mi spiego  meglio: il tessuto adiposo non ama i periodi di carestia perchè la sua esistenza viene fortemente minacciata; in questa condizione libera ormoni, le adipochine, che influenzano l’atteggiamento alimentare del soggetto affinché non muoia. In questo modo l’organo adiposo è in grado di aumentare il proprio volume inducendoci a mangiare più cibi calorici e meno sani. Se sottoponiamo il tessuto adiposo a svariate diete appare chiaro, tenendo in mente questa logica, come possa solo incrementare.

Le diete ipocaloriche somministrano meno energia di quello che serve e provocano una condizione artificiale di “carestia” : il deficit energetico induce a livello costituzionale una cascata di segnali ormonali e non, che porteranno a favorire l’accumulo di tessuto adiposo. La prossima carestia – dieta – non sarà più così drammatica per l’adipe che ha memorizzato “il trucco”.

Dobbiamo cambiare strategia e muoverci in senso omeopatico, costituzionale e opposto a quello che ci dicono: fornire più energia, senza eliminare gli zuccheri, che saranno combinati agli altri alimenti secondo la legge della natura, e provare a ridurre lo stress mangiando spesso, in modo sano ovviamente. Se diamo più energia di quella utilizzata, il segnale che giungerà al nostro organismo, non sarà di carestia, ma di floridità energetica. A questo punto accumulare tessuto adiposo in eccesso sarà superfluo e l’organismo mostrerà il suo assetto costituzionale: basso/robusto, basso/muscoloso, alto/magro e alto/robusto perché ahimè non siamo tutti uguali.

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