TIROIDE E INSULINO-RESISTENZA: CORRELAZIONE TRA INSULINA, GRASSO CORPOREO E TIROIDE.
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TIROIDE E INSULINO-RESISTENZA: CORRELAZIONE TRA INSULINA, GRASSO CORPOREO E TIROIDE.

TIROIDE E INSULINO-RESISTENZA: CORRELAZIONE TRA INSULINA, GRASSO CORPOREO E TIROIDE.

La tiroide è la più grande ghiandola endocrina del corpo umano e la sua funzionalità è finemente regolata dal cervello mediante la produzione di TSH (Ormone Stimolante la Tiroide) da parte dell’ipofisi. Gli ormoni tiroidei (FT4 e FT3) sono molecole semplici, costituiti dall’amminoacido tirosina a cui sono associate molecole di iodio; difatti è risaputo che la somministrazione di prodotti iodati, come ad esempio alghe o creme anticellulite, influenzino negativamente la funzione tiroidea. Meno noto è il ruolo dell’insulino-resistenza sulla funzionalità tiroidea. Recenti studi clinici sembrano includere l’insulino-resistenza come un fattore di rischio per il gozzo e la patologia neoplastica tiroidea. L’insulino-resistenza pare che provochi un rialzo dei livelli di TSH, l’ormone implicato nella patogenesi del gozzo e con effetti anche sulle cellule neoplastiche tiroidee. Dato che la secrezione di insulina è correlata alla quantità di tessuto adiposo addominale, i pazienti obesi avranno una maggiore probabilità di essere affetti da tali patologie, poiché, essendo per definizione individui insulino-resistenti, avranno in circolo livelli più alti di TSH. Da tutte queste considerazioni si evince come diete errate nella proporzione tra i macronutrienti (carboidrati proteine e grassi) sia dannose, non solo per fegato e reni, ma anche per la tiroide in quanto tendono a favorire un rapido recupero del peso corporeo perso (sindrome dello “yo-yo”), accompagnato da un drastico rialzo dei livelli di insulina. Quindi attenzione alle diete che impongono una restrizione eccessiva e non congrua dei carboidrati sia semplici, che complessi, poiché andranno a influirei negativamente sull’equilibrio insulinico, soprattutto quando il paziente abbandonerà lo schema consigliato. In particolare la dieta iperproteica, con soppressione quasi totale dell’introduzione di carboidrati, non potendo essere seguita per lunghi periodi, sarà quella a dare maggiori problemi alla ghiandola tiroidea; mentre la dieta bilanciata nei suoi macronutrienti, che determini un calo ponderale graduale (circa 1-2 Kg al mese) comporterà un miglioramento dell’insulino-resistenza, con beneficio per la tiroide, che vi ringrazierà.

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Emanuele Dott. Compri